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memoria_storica | Eva Carriego



giovedì, 17 aprile 2008

 
categorie: stupidario, quesiti esistenziali, memoria storica, il bar dello sport

Scritto da EvaCarriego alle ore 20:34 | Plink |
commenti (14)

venerdì, 21 dicembre 2007
Sitting_bullWASHINGTON - Vennero firmati più di 150 anni fa. Adesso non sono altro "che parole senza senso su carta priva di valore". Così gli indiani Lakota hanno deciso di stracciare i trattati firmati dai loro antenati con il governo Usa. E' netta la presa di posizione di una delle tribù Sioux più leggendarie, che ha dato alla storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Destinatario il dipartimento Usa. Troppe violazioni, denunciano gli indiani. Continui abusi "per rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita". Per questo, dicono, quei trattati sono ormai carta straccia. Una lotta che cerca di salvare quel che resta di un'identità seriamente in pericolo. Con alcune tribù diventate "facsmili dei bianchi".

"Non siamo più cittadini statunitensi e tutti coloro che vivono nell'area dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi" attacca Russell Means, uno degli attivisti più famosi, annunciando tra l'altro che, a coloro che rinunceranno alla nazionalità statunitense, saranno consegnati nuovi passaporti e patenti di guida e, nella nuova entità statale, non si dovranno più pagare le tasse. "Abbiamo 33 trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati" rincara la dose Phyllis Young, colui che aiutò a organizzare la prima conferenza sugli indigeni, a Ginevra nel 1977.

E' lunga e gloriosa la storia dei Lakota Sioux. Formidabili combattenti, guidati da Toro Seduto sconfissero il generale Custer nella battaglia di Little Big Horn, del 1876. Ma da allora molto tempo è passato.

Oggi la loro storia parla di una media dei suicidi tra gli adolescenti di 150 volte superiore a quella statunitense, la mortalità infantile è 5 volte più alta e la disoccupazione  tocca cifre altissime.


fonte: La Repubblica

 
categorie: memoria storica, che dio li benedica, segnalaziò

Scritto da EvaCarriego alle ore 19:27 | Plink |
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lunedì, 17 dicembre 2007


ricamo fuori dalla finestra del mio studio

 
categorie: memoria storica

Scritto da EvaCarriego alle ore 23:35 | Plink |
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venerdì, 16 novembre 2007

Splinder (15/11/2007) Il triangolo nero Dalla rubrica delle lettere di "Repubblica" di martedì 13 novembre 2007: Nell'agosto del 2004 una ragazza rumena di 28 anni, immigrata clandestina, baby sitter presso una famiglia italiana, si tuffò in una piscina di un villaggio turistico in Calabria per salvare la vita a un bambino italiano che stava annegando. Riuscì a salvare il bambino, ma

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categorie: stupidario, memoria storica, che dio li benedica

Scritto da EvaCarriego alle ore 21:32 | Plink |
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martedì, 11 settembre 2007
Questo blog commemora, come ogni anno dalla sua apertura, l'11 settembre, affinché le vittime della barbarie non vengano mai dimenticate.

 



PREGUNTAS POR PUERTO MONTT

Muy bien, voy a preguntar
por ti, por ti, por aquel,
por ti que quedaste solo
y el que murió sin saber.

Murió sin saber porqué
le acribillaban el pecho
luchando por el derecho
y un suelo para vivir.

¡Ay! Qué ser más infeliz
el que mandó disparar
sabiendo como evitar
una matanza tan vil.
Puerto Montt, oh, Puerto Montt,
Puerto Montt, oh, Puerto Montt.

Usted debe responder
señor Pérez Zujovic
porqué al pueblo indefenso
contestaron con fusil.

Señor Pérez su conciencia
la enterró en un ataúd
y no limpiarán sus manos
toda la lluvia del sur.


Testo e musica: Victor Jara



DOMANDE PER PUERTO MONTT

Benissimo, vado a far domande
per te, per te, per quell'altro,
per te che sei rimasto solo
e per chi è morto senza sapere.

E' morto senza saper perché
gli crivellavano il petto
mentre lottava per il diritto
e per una terra dove vivere.

Ahi, che essere infelice
chi ha ordinato di sparare
pur sapendo come evitare
un massacro così vigliacco.
Puerto Montt, oh, Puerto Montt,
Puerto Montt, oh, Puerto Montt.

Lei deve rispondere,
signor Peréz Zujovic
perché al popolo indifeso
fu risposto con il fucile.

Signor Pérez, la sua coscienza
lei la ha sepolta in una bara
e le sue mani, non le pulirà
tutta la pioggia del sud.


trad: Riccardo Venturi





Puerto-MonttPuerto Montt è la principale città dell'estremo sud cileno. Nel 1969 una manifestazione contro il carovita e le difficili condizioni di vita fu repressa nel sangue su ordine del comandante della locale guarnigione militare, Pérez Zujovic. Anche la carneficina di Puerto Montt, e la canzone di Víctor Jara, contribuirono alla vittoria di Unidad Popular dell'anno seguente.
Naturalmente, ritroveremo tre anni dopo Pérez Zujovic tra i fedelissimi servitori del generale Pinochet.





VICTOR JARAVictor Jara viene arrestato nel corso dei rastrellamenti che seguirono il golpe militare cileno dell'11 settembre 1973. Dopo alcuni giorni di prigionia viene portato, assieme ad altri prigionieri politici, nello stadio nazionale del Cile, dove aveva tenuto alcuni dei suoi concerti per Allende. Lì i militari stanno torturando i prigionieri: spezzano le mani di Victor e lo deridono, esortandolo a cantare le sue canzoni. Nonostante le torture, Victor intona la canzone del Partito di Unità Popolare, e viene brutalmente ucciso a colpi di pistola.

 
categorie: memoria storica

Scritto da EvaCarriego alle ore 22:21 | Plink |
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